Gig Tiger Handhelds

In questi giorni sto finendo di scrivere gli ultimi paragrafi di tesi. Stasera, mentre scrivevo di console portatili e mobile gaming, google magicamente mi riporta indietro nel tempo, facendomi scoprire questo sito: http://www.handheldmuseum.com/

Inutile dire che da stasera ho la lacrimuccia agli occhi! specie quando ho visitato la sezione dei Gig Tiger, ve li ricordate? Erano dei giochi elettronici tascabili, con un lcd monocromatico e sfondo statico colorato. La serie comprendeva un sacco di giochi fichissimi, solo che qua in Italia non sono arrivati tutti. Io per esempio di Street Fighter mica mi ricordo.

Aaah, quante ore spese a giocare a Shinobi! Mi ricordo che un’estate presi la varicella e fui costretto trascorrere un mese internato nel rustico di casa nuova attrezzato tipo campeggio (la casa non era ancora finita, abitavo ancora, sigh, a Latina..). Quei giochetti, e in particolare, Shinobi li fusi letteralmente! Avevo un pacco di batterie sempre a portata di mano. Oltre a quello avevo Guerrilla War, semplicemente fantastico, Double Dragon 3 e il mitico After Burner, teatro di sfide all’ultimo record con mia sorella. Siccome lei faceva sempre il punteggio più alto io staccavo le batterie e resettavo..ahaah! che bastardo!

Pensare che a quei tempi, quei videogiochi semplici, fatti di lampi e luci mi sembravano uno spettacolo di tecnica. Scommetto che la Psp, quando l’avrò tra le mani, non mi darà le stesse sensazioni. Ne sono sicuro.

Stevetk

Testimonial story

December 5, 2006   Retrogaming, Mondi digitali

Prendo spunto dal post pubblicato su Gamesblog, in cui si commenta il nuovissimo spot del Wii, in cui compare ancora Giorgio Panariello alle prese con un Wiiremote. Dopo aver sponsorizzato in Italia il Ds Lite e Brain Training, il comico e presentatore toscano, continua a presentare al pubblico italiano le novità Nintendo. A quarantotto ore dall’arrivo delle prime confezioni del Wii nei negozi italiani, Panariello tenta di incuriosire quelli che ancora non ne conoscono le forme e che si interrogano su cosa sia quella specie di telecomando bianco.

Ma non è la prima volta che i produttori di console o videogiochi fanno ricorso a personaggi famosi per la campagna pubblicitaria. I titoli sportivi, per esempio, da sempre si legano all’immagine di qualche campione. Oggi sono Ronaldinho e Rooney (Fifa 2007) o Adriano e Toni (Pes 6) ma una volta erano Franco Baresi (World Cup Kick Off ) e Paul Gascoigne (Gazza’s Super Soccer). Oggi sono rimasti pochi i videogiochi che hanno nel titolo, il nome dello sportivo che fa da testimonial mentre prima, ai tempi degli home computer e delle prime console, ce n’erano molti di più. Chissà perchè? forse perchè nella continua disputa su hardware vs software, si sono alternate teorie che ritenevano che il valore aggiunto di una console fosse la qualità dei titoli a teorie per cui la cosa più importante rimane la potenza e l’innovazione dell’hardware.

Nel lontano 1986, al lancio del Nintendo Entertainment System, vi ricordate chi era stato scelto per la campagna pubblicitaria? Dai, c’era in ogni copia di Topolino e in ogni fascia pubblicitaria di Italia1 (specie nel pomeriggio, coi cartoni animati). Nintendo scelse uno degli idoli del pubblico giovanile di quegli anni, uno che faceva tendenza…proprio come il Nes. E Sega, l’acerrima rivale? Prima con il Master System fece ricorso ad altri due sportivi famosi che, guarda tu il destino, per anni riuscirono a vincere qualcosa solo ai videogiochi. Per il Megadrive invece scelsero un comico che proprio in quegli anni cominciava il suo declino, dopo anni di commedie all’italiana. Il risultato alla fine non fu malaccio, io ancora mi ricordo lo slogan: "Ocìo però, solo Giochi Preziosi!".

Chi ricorda altre pubblicità e altri testimonial? 

Stevetk

Power Spikes

November 29, 2006   Retrogaming

La nazionale italiana di pallavolo è stata rimandata a casa.Addìo sogno mondiale,però insomma, dopo il calcio e il pallone d’oro a Cannavaro, cosa vogliamo di più dalla vita? In effetti il gioco del calcio, per quanto ci sforziamo ad apprezzare gli altri sport, rimane sempre il più amato. Hai voglia a vedere le olimpiadi invernali, il curling non entrerà mai nei nostri cuori. Il baseball ? la scherma? naa. Il calcio l’ha sempre fatta da padrone, anche nel mondo dei videogiochi. Ma quanti giochi, fra simulazioni e arcade sono stati fatti sul calcio? Una marea! Da Atari Soccer, Kick Off, Striker, Sensible Soccer fino a Fifa e Pro Evolution.

Parlando con un amico, qualche giorno fà, pensavo a quale sport popolare è stato poco e mal simulato dall’industria videoludica. Il mio amico sosteneva il basket, essendo lui un patito, storce il naso pure su NBA Live. Però tutto si può dire, tranne che le partite in NBA live non assomiglino a partite vere! Le texture dei giocatori, gli impianti riprodotti, la telecronaca…Alla fine, di colpo mi viene in mente il gioco della pallavolo. E’ un gioco che tutti, specie alle scuole medie, abbiamo fatto ma che raramente è stato simulato. Perchè? ho provato a darmi delle spiegazioni:

  1. E’ difficile trovare una inquadratura, (isometrica, laterale, dall’alto..) adatta.
  2. Il ritmo degli scambi è così veloce da non permettere un scelta totalmente manuale dei giocatori da controllare.Nel calcio ci sono 11 giocatori ma non tutti sono attivi contemporaneamente. In attacco, chi se ne frega di cosa fa il proprio portiere. Nel volley perlomeno 3-4 atleti sono attivi durante la fase di attacco (ricezione-alzata-uno o due che saltano-1 schiaccia)
  3. Stesso problema di controllo nella fase di difesa: come scegliere con quanti giocatori andare a muro? e quale giocatore controllare nel caso di pallonetto corto?
  4. Non c’è abbastanza richiesta di mercato. Forse perchè non c’è come nel basket un campionato delle stelle del volley. Senza l’Nba forse il basket sarebbe un’altra cosa.

Boh, mi vengono in mente solo queste cose: però io credo che sul sistema di controllo ci si possa lavorare, risolvendo, per esempio, con una preselezione tattica o selezione di tattica veloce, la predisposizione della propria squadra in fase di attacco e difesa.

Se volgiamo lo sguardo al passato, io mi ricordo un arcade da sala, oggi recuperabile su ROMNATION, chiamato Power Spikes ( di cui uscì anche un orrido secondo capitolo con i robot..) che pur non avendo assolutamente il carattere della simulazione era dannatamente divertente.

La visualizzazione era orizzontale, cioè come se ci fosse una telecamera bassa a lato del campo. I giocatori erano 4 invece che 6: 3 di questi erano a rete e 1, il difensore, si poteva muovere lungo il campo per cercare una ricezione precisa. Nel caso di una ricezione non perfetta, potevamo controllare anche l’alzatore che dovevamo far correre per fargli alzare una palla "staccata". In attacco si potevano scegliere diversi tipi di schiacchiata: veloce,  prima linea,fintata in prima linea, seconda linea, fintata in seconda linea, schiacciata dell’alzatore. In difesa potevamo scegliere di far saltare tutti e 3 i giocatori a muro oppure 2 sul primo tempo e 1 successivamente nel caso di finta. In battuta poi si potevano eseguire i servizi tradizionali (flotting, al salto, alla coreana, a cucchiaio) ma anche servizi speciali (reading serve, thunder serve, towering serve) utilizzabili solo una volta per partita. La tipologia arcade del gioco faceva iniziare le partite sempre al tie break e ad ogni turno, dovevamo recuperare un o svantaggio sempre maggiore (nella finale, contro la Russia si parte da un 7-11).

Insomma, alla fine, niente di che: ben lontano dall’essere una versione realistica della pallavolo. Chissà quando potremo vederne una, magari prodotta da qualche intelligente software house come la Cyanide che ha fatto il gioco sul ciclismo o come BigBen Interactive e 10TACLE Studios che hanno prodotto un gioco di judo che è uscito (o uscirà prossimamente) in questi giorni.

 

 

Stevetk

Ipod Games

September 18, 2006   Mobile Gaming, Retrogaming

E’ notizia recente che le vendite del prodotto più famoso di casa Apple, (con buona pace di chi ama il MacBook pro) stanno crollando. L’Ipod sta mostrando il fianco ad una concorrenza sempre più agguerrita che sta piano piano sottraendo quote di mercato sia nel campo dei lettori mp3 sia in quello della distribuzione dei contenuti digitali. Molti analisti di mercato prospettano al piccolo gioiellino un destino da prodotto di nicchia vittima di quella stessa fama da oggetto trendy che ne aveva decretato il successo. Le vendite calano e le idee per rilanciare la nuova linea degli Ipod crescono. Tra tutte quella di far diventare l’Ipod una console portatile, pescando tra i gloriosi titoli arcade del passato. Insomma pare che il retrogaming sia diventato per i publisher la panacea di tutti i mali, la fonte miracolosa per guarire le emorragie nelle vendite.

Prima il Live Arcade di Xbox e l’annunciata Virtual Console di Wii ed ora anche Apple resuscita Pacman per ridare appeal all’Ipod. Quale sarà quindi il futuro di un settore che sembrava interessare solo i nostalgici?

Stevetk