Quando l’hacking ti da una mano
Quando si studiano le opportunità di mercato e si analizzano le posizioni dei vari competitori in un certo settore, uno dei parametri che ricorre è la "base installata".
Nel settore videogiochi per esempio, uno dei motivi che spiega la leadership della Sony è proprio l’alto numero di console PsOne e Ps2 vendute, un fattore che invoglia molti sviluppatori di terze parti a lavorare su software e servizi per le macchine prodotte da Sony. Questo, in teoria, dovrebbe significare una maggior attenzione verso la qualità dei giochi messi in commercio.
Ma come è riuscita Sony a raggiungere tali livelli di diffusione? Le motivazioni sono diverse e tra queste c’è anche quella di aver chiuso un occhio, temporaneamente, all’hacking del proprio hardware permettendo che con semplici ed economici sistemi gli utenti potessero riprodurre con la propria Playstation backup di film e giochi. Rispetto al GameCube (a cartucce) e alla Xbox (più difficile da modificare) i giochi per PS erano facili da copiare xchè non avevano protezioni di alcun tipo. Senza contare i venditori ambulanti di giochi copiati e l’uso del Mulo. In parole povere, la pirateria ha aiutato la Sony a piazzare sul mercato molte più macchine rispetto ai concorrenti: per il pubblico l’idea di pagare solo la console e poi usufruire di tanto software gratuito, anche se illegale, è sempre troppo invitante.
Questa strategia alla fine non è neanche così originale.Venne tirata fuori anche in occasione del fenomeno delle smart card programmabili per vedere i pacchetti D+ e Stream. Si dice che le aziende abbiano chiuso un occhio, facendo in modo che i contenuti gratuiti convincessero sempre più persone a dotarsi di parabola e decoder, per poi passare a sistemi più sicuri e a vendere pacchetti più costosi. In un certo senso è quello che sta avvenendo per la nuova generazione di console.
Fino a ieri, i produttori perdevano il controllo sull’hardware venduto e il cliente poteva farne quello che voleva. Oggi le nuove console vanno su internet e scaricano automaticamente aggiornamenti. Questo significa che i produttori potrebbero monitorare continuamente il proprio hardware e ostacolare l’hacking e la pirateria. Un po’ come avviene con gli aggiornamenti di Windows Xp che vogliono sempre controllare che la tua copia sia originale o meglio ancora come la stessa Sony fa già con la PSP, rendendo l’aggiornamento del firmware all’ultima versione, un’operazione indispensabile per giocare ai titoli più recenti.
Facendo un giro in rete ho visto che esistono già modifiche per il Wii. Per la Xbox360 ci sono sistemi vari di aggiornamento firmware e modifiche hardware abbastanza complesse. La Ps3 sarà più o meno vulnerabile all’hacking? ma soprattutto, le console davvero non hanno più bisogno della pirateria ?
Stevetk
