Power Spikes

November 29, 2006   Retrogaming

La nazionale italiana di pallavolo è stata rimandata a casa.Addìo sogno mondiale,però insomma, dopo il calcio e il pallone d’oro a Cannavaro, cosa vogliamo di più dalla vita? In effetti il gioco del calcio, per quanto ci sforziamo ad apprezzare gli altri sport, rimane sempre il più amato. Hai voglia a vedere le olimpiadi invernali, il curling non entrerà mai nei nostri cuori. Il baseball ? la scherma? naa. Il calcio l’ha sempre fatta da padrone, anche nel mondo dei videogiochi. Ma quanti giochi, fra simulazioni e arcade sono stati fatti sul calcio? Una marea! Da Atari Soccer, Kick Off, Striker, Sensible Soccer fino a Fifa e Pro Evolution.

Parlando con un amico, qualche giorno fà, pensavo a quale sport popolare è stato poco e mal simulato dall’industria videoludica. Il mio amico sosteneva il basket, essendo lui un patito, storce il naso pure su NBA Live. Però tutto si può dire, tranne che le partite in NBA live non assomiglino a partite vere! Le texture dei giocatori, gli impianti riprodotti, la telecronaca…Alla fine, di colpo mi viene in mente il gioco della pallavolo. E’ un gioco che tutti, specie alle scuole medie, abbiamo fatto ma che raramente è stato simulato. Perchè? ho provato a darmi delle spiegazioni:

  1. E’ difficile trovare una inquadratura, (isometrica, laterale, dall’alto..) adatta.
  2. Il ritmo degli scambi è così veloce da non permettere un scelta totalmente manuale dei giocatori da controllare.Nel calcio ci sono 11 giocatori ma non tutti sono attivi contemporaneamente. In attacco, chi se ne frega di cosa fa il proprio portiere. Nel volley perlomeno 3-4 atleti sono attivi durante la fase di attacco (ricezione-alzata-uno o due che saltano-1 schiaccia)
  3. Stesso problema di controllo nella fase di difesa: come scegliere con quanti giocatori andare a muro? e quale giocatore controllare nel caso di pallonetto corto?
  4. Non c’è abbastanza richiesta di mercato. Forse perchè non c’è come nel basket un campionato delle stelle del volley. Senza l’Nba forse il basket sarebbe un’altra cosa.

Boh, mi vengono in mente solo queste cose: però io credo che sul sistema di controllo ci si possa lavorare, risolvendo, per esempio, con una preselezione tattica o selezione di tattica veloce, la predisposizione della propria squadra in fase di attacco e difesa.

Se volgiamo lo sguardo al passato, io mi ricordo un arcade da sala, oggi recuperabile su ROMNATION, chiamato Power Spikes ( di cui uscì anche un orrido secondo capitolo con i robot..) che pur non avendo assolutamente il carattere della simulazione era dannatamente divertente.

La visualizzazione era orizzontale, cioè come se ci fosse una telecamera bassa a lato del campo. I giocatori erano 4 invece che 6: 3 di questi erano a rete e 1, il difensore, si poteva muovere lungo il campo per cercare una ricezione precisa. Nel caso di una ricezione non perfetta, potevamo controllare anche l’alzatore che dovevamo far correre per fargli alzare una palla "staccata". In attacco si potevano scegliere diversi tipi di schiacchiata: veloce,  prima linea,fintata in prima linea, seconda linea, fintata in seconda linea, schiacciata dell’alzatore. In difesa potevamo scegliere di far saltare tutti e 3 i giocatori a muro oppure 2 sul primo tempo e 1 successivamente nel caso di finta. In battuta poi si potevano eseguire i servizi tradizionali (flotting, al salto, alla coreana, a cucchiaio) ma anche servizi speciali (reading serve, thunder serve, towering serve) utilizzabili solo una volta per partita. La tipologia arcade del gioco faceva iniziare le partite sempre al tie break e ad ogni turno, dovevamo recuperare un o svantaggio sempre maggiore (nella finale, contro la Russia si parte da un 7-11).

Insomma, alla fine, niente di che: ben lontano dall’essere una versione realistica della pallavolo. Chissà quando potremo vederne una, magari prodotta da qualche intelligente software house come la Cyanide che ha fatto il gioco sul ciclismo o come BigBen Interactive e 10TACLE Studios che hanno prodotto un gioco di judo che è uscito (o uscirà prossimamente) in questi giorni.

 

 

Stevetk

Neanche a dirlo

November 20, 2006   Mondi digitali

Avevo concluso il post precendente profetizzando un nuovo attacco ai videogiochi in occasione di un nuovo caso di violenza scolastica: manco a dirlo, oggi un pazzoide entra in una scuola tedesca pieno di armi sparando all’impazzata. Alla fine ci rimette le penne solo lui, per fortuna.

I media però, guarda caso, ci infilano dentro oltre al fatto che era satanista, amante delle armi e internet dipendente anche che era un amante dei videogiochi sparatutto (fonte Tg1 delle 13.30). Ora, io ho installati,in questo momento, Doom3, Quake4 e Far Cry. Non è che mi verranno ad arrestare? Forse no, visto che il Corriere della Sera precisa che il pazzoide giocava a Counter Strike (ma guarda un po’, lui e altri 300.000 nel mondo) con cui addirittura aveva simulato l’irruzione nella scuola (non tenendo conto il piccolo particolare che nella realtà non c’è il "reload mission").

Insomma, ormai mi aspetto che da qui a Natale, periodo in cui i videogiochi saranno uno degli articoli più venduti, infileranno la storia della violenza e della devianza sociale causata da GTA e simili in ogni caso che riguardi qualsiasi idiota. 

Stevetk

Violenza e videogiochi. Il caso di Rule of Rose

November 19, 2006   Mondi digitali

Ci sono notizie che uno fa fatica a leggere. E fatica anche a credere che puntualmente saltino fuori, montando polemiche infinite. Mi riferisco al caso di Rule of Rose, survival horror che è stato preso di mira dal periodico Panorama (che ha scopiazzato a quanto pare una recensione di un utente di GamesRadar).

Di videogiochi e violenza se ne parlera ancora chissà per quanto, nonostante sia un argormento dibattuto già da diversi anni. Questo indica innanzitutto che il videogioco, in quanto medium, ha raggiunto una maturità nel panorama dell’industria culturale, pari a quella di televisione o cinema: lo dicono le vendite e lo dicono le statistiche sull’incremento delle persone, di ogni sesso ed età, che giocano. Il videogioco oggi viene preso sul serio ma il suo impatto sulla società viene percepito quasi esclusivamente attraverso i contenuti che veicola senza analizzarne le modalità e le caratteristiche rinnovate. La contraddizione delle critiche che piovono sui videogiochi è innanzitutto di natura concettuale: alla base del pensiero della maggior parte dei detrattori c’è un’immagine anacronistica del videogioco come prodotto destinato a un pubblico esclusivamente giovanissimo. I videogiochi sono considerati ancora come giocattoli o "inutili macchinette" come esclamò Massimo Cacciari qualche anno fà, mentre in realtà sono prodotti molto più complessi, la cui struttura interna si evolve sempre più rapidamente, assimilando e rimodellando schemi e tecniche da altri media come tv, cinema o fumetto. Mi sembra quindi normale, che davanti a un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, l’industria del viodeogioco debba essere pronta a distribuire titoli capaci di intercettare i gusti di tutti, dalla passione per i giochi "cartoon-style" tipici di Nintendo a quella per gli horror e per gli sparatutto violenti come Quake. Insomma, mi pare che alcune critiche rasentino l’ipocrisia bella e buona: in televisione andrebbero passati solo cartoni animati, telefilm di Lassie o fiction buoniste per paura che i bambini rimangano traumatizzati? Come la televisione si è adeguata studiando fasce orarie diverse o anticipando con dei bollini colorati il contenuto dei programmi, così i prodotti videoludici indicano sulle confezioni la fascia di pubblico a cui quel gioco è destinato: poi, come in tutte le cose,  non resta che il buon senso e soprattutto la funzione educatrice della famiglia,spesso dimenticata dai genitori.

Il concetto di videogioco come re-interpretazione di nuovi e gusti e modalità di consumo ludico-culturale è difficile da far passare agli occhi di persone, magari con alle spalle una conoscenza tecnica minima sull’argomento, ma pronti a sparare a zero in ogni occasione. Non mi stupisce quindi, che i polveroni si alzino anche di fronti a giochi che, onestamente, senza tutta questa pubblicità indiretta (forse), sarebbero passati senza lasciar traccia di sè. Magari Rule of Rose qualcosa di innovativo nella trama o nella struttura di gioco lo avrà pure, ma certamente sarebbero state molte di meno le persone che lo avrebbero scoperto, prima che in ogni giornale non si parlasse d’altro. La stessa cosa avvenuta per Bully, altro gioco controverso sul fenomeno del bullismo. Scommetto che qualche genio lo ritirerà fuori alla prima serie di notizie riguardanti studenti violenti.

[to be continued] 

Stevetk

(R)Evolution?

November 14, 2006   Nintendo Wii, Xbox 360, Mondi digitali, Ps3

Se lo stanno chiedendo in molti: questo Natale, Sony permettendo, arriverà la fatidica next generation dei videogiochi? Finora la sfida dei maggiori produttori si è concentrata sopratutto sull’hardware: sistemi di controllo innovativi, BlueRay sì o no, supporto HD ecc. ma in pochi hanno parlato del software.

Insomma un’innovazione nel modo di concepire i videogiochi, offrendo al pubblico qualcosa di diverso della solita versione, rinnovata graficamente, di un nuovo capitolo di qualche grande saga: se rivoluzione o evoluzione dev’essere, ci aspettiamo qualcosa di veramente nuovo, di mai visto, di giochi che ci facciano restare incollati al video non solo per la potenza della grafica dei nuovi processori video della Ps3: next-gen vuol dire anche rompere con i videogiochi del passato, rivedere il gameplay e utilizzare le possibilità dell’hardware per ridefinire i videogiochi e le modalità della loro fruizione.Mi spiego, se la Ps3 sarà solo una strabiliante dimostrazione di poligoni che si muovono armoniosamente a risoluzioni allucinanti ma non saprà proporci nient’altro che Devil May Cry 4 o l’ennesima versione di Tekken, allora forse è più next-gen il Nintendo Ds che già da un anno ha scommesso sulla fruizione "mordi e fuggi" dei videogiochi, sul sistema di controllo integrato pad+touch screen e sul multiplayer ovunque. E sarà più next-gen la PSP se deciderà di produrre più titoli come Me and my Katamari piuttosto di anonimi picchiaduro e conversioni varie.

Alla fine forse, questa tanto discussa next generation sarà un po’ come una bolla di sapone. Nel senso che magari il Wii sarà davvero innovativo come sembra ma questo potrà assicurargli un maggior numero di vendite? Si sa, cavalcare le onde di un mercato anomalo come quello dei videogiochi non è cosa facile. In passato molte macchine, di qualità superiore alla concorrenza, sono andate incontro a clamorosi flop. Sony dal canto suo, nonostante le gaffe commerciali e non, che sta inanellando in questi mesi che precedono l’uscita della Ps3, si crogiola nella potenza del suo brand e nella riconoscibilità della Playstation, non ricordando che a volte, tutto questo può non bastare.

Insomma per adesso c’è solo tanto rumore. La Ps3 è uscita in Giappone e tutte le scorte sono state vendute in poche ore: beh, se si stabilisce un esiguo numero di pezzi e lo si vende alla metà di quello che sarà il prezzo europeo, mi sembra normale.

Io resto in finestra e aspetto i fuochi d’artificio di Nintendo e di una sempre più lanciata Microsoft, poi forse inizieremo a tirare le prime somme.

Stevetk

Ma chi diavolo è Marco Meccia!??

November 7, 2006   Ps2
Prime impressioni su Pro evolution soccer 6 per PS2: scar..ehmm regalatomi a tempo di record, sto provando il nuovo capitolo della più riuscita simulazione calcistica di tutti i tempi.
 
Diciamo subito che come al solito ci sono sostanziali differenze, soprattutto a livello di velocità e fluidità di gioco, con Winning eleven 10, versione asiatica che esce sul mercato sempre con diversi mesi di anticipo. Le prime partite, abituati a scambi rapidi e soprattutto a galoppate a tutta velocità non sono state facili. In Pes viene sempre premiato il gioco di squadra piuttosto che l’azione "alla Maradona" con un singolo giocatore, quindi chi è solito utilizzare Messi, Ronaldinho o Adriano per compiere slalom nelle difese avversarie non si troverà molto a suo agio. E’ stato rivisto inoltre il dribbling laterale con il tasto L2, che non è più tanto efficace come nei capitoli precedenti per accentrarsi al tiro, mentre il pallonetto a scavalcare il portiere è rimasto come in pes5 (e WE 10) più difficile da eseguire.
 
Sempre sui controlli, è doveroso dire che il lancio lungo e il passaggio in profondità alto (R1+triangolo) finalmente servono a qualcosa anzi saranno utilissimi per cercare di scavalcare la difesa o cercare la sponda di testa del centravanti. Altra piccola, ma essenziale correzione è stata fatta sui passaggi rasoterra: il tasto triangolo non solo permette di lanciare in verticale ma serve anche a velocizzare la manovra rasoterra, mentre col tasto X i passaggi saranno più precisi ma anche più lenti.Nel complesso la giocabilità quindi risulta più equilibrata: anche gli arbitri non fischiano più il minimo contatto e non hanno il cartellino rosso facile (succedeva spesso nei precedenti capitoli che al primo fallo buttasse fuori il giocatore!).
 
Per quanto riguarda la grafica, avendo la versione ps2 non ci sono cambiamenti. La vecchia console sony non offre margini di miglioramento, sicuramente però su Xbox360, PC e PS3 le cose saranno diverse. Anche i menù e l’editor sono rimasti pressochè uguali…e quindi scomodissimi! Per lo meno, io trovo veramente fastidioso dover rieditare qualcosa nel menù opzioni e ci metto sempre una vita. Le modalità di gioco sono per lo più le stesse, con l’aggiunta della Sfida Internazionale che permette di giocare con una nazionale, tutte le partite di qualificazione ai mondiali per poi provare a vincerli. Si potranno fare le convocazioni di volta in volta (durante le qualifiche) per poi stabilire chi saranno i 23 giocatori da portarsi al mondiale.
 
Dopo aver elencato quasi tutti i pregi di questo PES6 veniamo alle dolenti note. Comincio subito dall’annosa questione delle licenze, visto che ogni anno cambiano le squadre o i giocatori (o gli stadi) da dover completamente rieditare. Quest’anno tocca alla Premieship, in cui solo Arsenal e Manchester Utd hanno le licenze ufficiali, mentre la Bundesliga nemmeno è presente, c’è solo il Bayern Monaco! Anche molte nazionali hanno giocatori coi nomi e le fattezze cambiati, dalla Germania alla Serbia e la Costa d’Avorio. La cosa assurda è che Stankovic o Drogba,per esempio, sono perfettamente riprodotti nell’Inter e nel Chelsea! Ma che esistono doppi diritti di immagine?! Infine, due cose che possono risultare irrilevanti ma che io trovo noiose: la presenza limitata di palloni da gioco (io voglio quello nike e non dei cosi rotolanti della reebok!!) e la telecronaca veramente insopportabile: ora c’è un tizio chiamato Marco Meccia con la voce di Civoli (probabile quindi errore di localizzazione) che starnazza insieme a Sandreani (che ancora chiama i giocatori "giovanotti"…nemmeno mia nonna…).
 
Non ci resta che attendere impazienti i primi option file e la Caressa Patch..
Stevetk