L’anno degli RPG ?

September 13, 2006   Multiplayer Online, Nintendo DS

Se c’è una categoria di giochi su cui l’industria videoludica ha puntato moltissimo in questi ultimi anni è sicuramente quella degli RPG, role player game.Ed è anche la categoria che ha maggiormente tratto vantaggio dallo sviluppo di tecnologie di rete a larga banda e senza fili (Wi-fi), necessarie all’espansione dei MMORPG.

Capolavori come World of Warcraft, che da solo ha prodotto un incremento del 12% dei ricavi di Vivendi non possono restare un privilegio per i possessori di Pc (ed abbonamento ADSL) e così anche i produttori di console, soprattutto in versione portatile, stanno annunciando diversi titoli interessanti per il proprio pubblico. In particolare Nintendo annuncia in maniera ottimistica che il DS diventerà la piattaforma ideale per gli RPG.Il multiplayer via wi-fi del Nintendo Ds sarà in grado di arricchire l’esperienza di gioco di titoli che fino ad ora prevedevano solo modalità in single player. Qui si trova un’anticipazione di alcuni RPG per Nintendo DS che godranno del supporto multiplayer, tra i quali vale la pena segnalare Children of Mana (ennesimo capitolo della saga di Zelda) e Final Fantasy III.

Stevetk

Il destino dei Pc

Leggendo GamesBlog, mi ha incuriosito il post sul futuro dei Pc come piattaforma dedicata al divertimento videoludico. Mi è rivenuto alla mente l’editoriale di Stefano Silvestri sul numero di TGM di Luglio 2006 in cui parlando dell’E3 descriveva il mondo dei videogiochi per Pc in una fase di stallo, eclissato per il momento  dalle nuove console in uscita che stanno catalizzando l’attenzione dei player mondiali.

La classica divisione fra piattaforme di gioco, che si basava sulla loro specializzazione in alcune categorie di giochi supportati, credo sia andata a farsi benedire tranne che per alcune eccezioni. Di solito la differenza fra i giochi da sala, quelli per console e infine per pc si concentrava in primo luogo sulla progressiva diminuzione della velocità del gioco (non solo nella sua dimensione prettamente ludica ma anche meta o extra ludica)  in favore di una maggiore riflessività. Per questo platform, picchiaduro,ad esempio, erano generi tipici arcade o per console mentre Rts o Avventure Grafiche (di vecchia generazione) erano esclusive per Pc. Poi si considerava la complessità dei controlli e delle relative periferiche e per questo simulazioni sportive erano preferibili su console mentre l’uso di tastiera e mouse rendeva il Pc la piattaforma ideale per gli FPS. Si potrebbe continuare ancora, ma sarebbe inutile perché mai come quest’anno si sono viste dimostrazioni di giochi per console o per pc presentati in versioni multi-piattaforma. Un esempio su tutti Call of Duty 3.

Cosa sta succedendo allora? Le console imitano i Pc o viceversa? Accademicamente la situazione può essere interpretata attraverso il concetto di “rimediazione”. Commercialmente parlando sono valide tutte le motivazioni date dalla maggior parte degli addetti ai lavori: i continui adeguamenti richiesti dal mercato dell’hardware sta strozzando gli investimenti sul software. Ha ragione dunque Silvestri quando dice che i capolavori annunciati per Ps3, Xbox o Wiii sarebbero potuti essere già pronti per il Pc se fossero state sfruttate le potenzialità delle schede video attuali, senza dover costringere i giocatori ad ulteriori e costosi upgrade. E non regge la teoria per cui gli irriducibili per pc sono più consapevoli e preparati mentre i fan delle console sono per lo più casual gamer, perché dopo aver aggiornato l’hardware bisogna fare i conti con il sistema operativo che Zio Bill vuole far diventare a tutti i costi il nuovo Vista.

In finale smetteremo di usare il Pc per giocare? Le console sostuiranno i computer? Se tutta la teoria sulla convergenza, sulla competizione tra media e sul fallimento del determinismo tecnologico è vera, direi proprio di no.  

Stevetk